Nouvelle Plague è una compagnia teatrale, stabilmente composta da Giulia Bocciero e Davide Simonetti.

Il nome Nouvelle Plague è un gioco di parole che vede l’accostamento di un termine francese (nouvelle /nuvel/: nuova, diversa, notizia) a uno inglese (plague /plāɡ/: peste, calamità, invasione) evocando in tono parodistico il movimento cinematografico francese nato alla fine degli anni cinquanta (Nouvelle Vague) con il quale condivide l’interesse per la narrazione del reale e un’estetica essenziale, disinvolta e inquieta. Si distacca dal movimento francese poiché dà alla risata e all’ironia un forte valore di denuncia, inoltre la mancanza di grossi mezzi di produzione non è elemento di vanto bensì condizione di partenza che dall’essere elemento di frustrazione è diventato solo in seguito valore aggiunto.  

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Nouvelle Plague è 
indipendente poiché non riceve nessun genere di finanziamento,
senza fissa dimora poiché è per sua natura mobile ed esploratrice.
 

Nouvelle Plague non ha genere.
Nouvelle Plague ha delle affinità.                                                                                                                        

- con l’antico cabaret: per la sua forza espressiva che permette di unire teatro, canzone, commedia e danza, senza limiti tematici, in una dimensione di prossimità con gli spettatori, spesso in luoghi non convenzionalmente teatrali;

- con il teatro totale di Jean-Louis Barrault, in cui tutti gli elementi che costituiscono l’esperienza artistica performativa - parole, movimento, elementi scenografici, luci e musica - hanno la stessa importanza e possono convivere nutrendosi gli uni degli altri;
 

- con il teatro politico perché condivide con esso la consapevolezza che tutto ciò che si presenta in uno spazio davanti a un pubblico è per sua natura politico e perché le tematiche di interesse sociale sono trattate risparmiando didascalie e toni leziosi, anzi provocando spesso cortocircuiti ed epifanie attraverso la risata;

- con quello che Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno chiamato teatro d’evocazione perché nasce dal desiderio di perlustrare l’intimo umano, svelando « come certi sentimenti possano essere delle forme di isteria, (…) fantasmi che coprono altri fantasmi ».
 

Al lucido tentativo di analisi dei malesseri della società contemporanea sentiamo necessario accostare l’esortazione a superarli. « Il naturalismo ci dà solo motivi di disperazione » (Erwin Piscator), l’onirico e il grottesco ci permettono di cambiare punto di vista, passando per il dolore e l’angoscia dell’individuo verso la gioia e lo slancio vitale dovuti alla scoperta di una possibilità di mutamento. 
 

Per via della loro estrema curiosità, i componenti di Nouvelle Plague, dalla formazione quanto mai poliedrica, sono in continua esplorazione di linguaggi e possibilità.

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❝Bisogna assolutamente, ammesso che il mondo continui e che anche il teatro continui, che questo si trovi costretto a posizionarsi sempre ai confini tra la vita individuale e la vita collettiva.❞

Arthur Adamov, Ici et maintenant          

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